L'edizione italiana ha due versioni (copertina bianca e copertina nera) dal contenuto identico.

L’edizione italiana ha due versioni (copertina bianca e copertina nera) dal contenuto identico.

L’ultima creazione del prolifico ed acclamato Ken Follet è costituita da un’imponente trilogia che narra delle vicende incrociate di cinque famiglie di diverse nazionalità nel corso dell’intero “secolo breve”, sullo sfondo debitamente dettagliato dei più rilevanti eventi storici che hanno segnato il 1900. Riassunta così, l’opera può sembrare di portata titanica, e in effetti anche solo le dimensioni fisiche dei tomi che la compongono non sono trascurabili.  Al momento attuale son disponibili solamente i primi due volumi, rispettivamente “La caduta dei giganti” e “L’inverno del mondo”, mentre il terzo, sul cui titolo ancora non vi sono informazioni precise, è previsto per il 2014.

La caduta dei giganti copre il periodo 1905-1925, mentre L’inverno del mondo riprende le vicende dei protagonisti nel 1933, per terminare poco dopo il secondo conflitto mondiale. Entrambi i volumi constano di circa un migliaio di pagine.

Il vero valore di questi libri è il dettaglio della ricostruzione storica e l’analisi della trasformazione sociale nei vari contesti che fanno da sfondo alle vicende personalissime dei protagonisti.  Ogniqualvolta mi sia trovato incuriosito dalla descrizione dettagliata di un evento e abbia conseguentemente verificato l’aderenza di quanto riportato alla versione storica non sono stato deluso: la coerenza e precisione nella ricostruzione dei romanzi è fantastica.  Follet stesso, nel suo commento finale relativamente alle “linee guida” nel riproporre gli eventi, toglie ogni dubbio rispetto all’affidabilità della ricerca.  Addirittura esplicita come gli intrecci e i dialoghi dei personaggi storici con i personaggi del romanzo (frutto di fantasia) siano stati creati con una particolare attenzione alla “plausibilità”: ovvero, anche se ovviamente non sono avvenuti, sono tratti da dialoghi (documentati) avvenuti con altre persone, o riferiti a scritti, memorie, conferenze.  Insomma, forse Churchill non ha detto proprio quelle precise parole al protagonista del romanzo, però avrebbe potuto dirle o le ha veramente dette a qualcun altro nel medesimo periodo.

La lenta ed inesorabile escalation verso la prima guerra mondiale e la sensazione generale prima di incredulità e poi di ineluttabilità condivisa dai cittadini delle diverse nazioni è davvero magistrale.  Così come lo è la ricostruzione della diplomazia di inizio secolo, scomodamente a cavallo fra una tradizione post-napoleonica e i cambiamenti imposti al mondo dai progressi tecnologici, industriali e sociali.

Nel corso delle mille pagine di ogni volume vengono dipinte variazioni sociali e culturali di tale entità da far riflettere piacevolmente il lettore su quanto sia stato dinamico – anche se spesso con risvolti catastrofici e drammatici – il secolo scorso.

Per ora "L'inverno del mondo" è disponibile solo con copertina rigida (che odio)

Per ora “L’inverno del mondo” è disponibile solo con copertina rigida (che odio).

La Century Trilogy però non è (solo) un trattato di storia contemporanea e rimane rivolta a qualsiasi tipo di pubblico.  Probabilmente al fine di incontrare il favore di una fascia di lettori più ampia, Follet ha condito i romanzi di molti risvolti sentimentali, struggenti storie d’amore ed incontri fra i protagonisti che a volta sembrano un po’ troppo fortuiti.  Gli intrecci – soprattutto nel primo volume – hanno comunque una loro dignità narrativa e non mancano i colpi di scena; ne l’inverno del mondo tuttavia gli inframezzi di questo tipo aumentano un po’ troppo per i miei gusti e l’interessante lettura delle parti con un forte connotato storico è forzatamente inframezzata da centinaia di pagine in modalità Harmony nelle quali la prolissità dell’autore la fa da padrona.

La lettura rimane dal mio punto di vista comunque consigliata: gli eventi del secolo scorso sono così affascinanti e sconvolgenti da non annoiare mai, ed il punto di vista è sicuramente originale.   I deus ex machina e le romanticherie in eccesso, tutto sommato, si possono sopportare senza particolari problemi, ed il gioco vale assolutamente la candela.