La copertina dell'edizione Mondadori

La copertina dell’edizione Mondadori

Talvolta mi capita di essere particolarmente colpito da uno specifico passo, un paragrafo, uno scambio di battute, insomma un piccolo estratto del libro che sto leggendo; questa piccola parte – parliamo al massimo di un paio di pagine – spesso rimane più impressa nella mia memoria di tutto il resto.

Con il passare del tempo, poi, questo aspetto si radicalizza fino a giungere a risvolti curiosi; il ricordo che ho di quel libro a distanza di qualche mese è quasi esclusivamente legato a quello specifico passaggio.

Se a completare il quadro si aggiunge un giudizio complessivo mediocre sull’opera, il gioco è fatto. Dimentico la trama, i nomi dei personaggi, e tutti quegli aspetti che ho inconsciamente giudicato (ahimè) indegni di essere ricordati.

Non sempre mi succede, ma uno di questi casi è ‘Artificial Kid’ di Bruce Sterling. L’idea alla base del libro è originale e attraente, ma il romanzo non è certamente esaltante. Trama un po’ troppo visionaria, ritmo lento, personaggi improbabili e surreali. Per essere onesto, ho arrancato fino alla fine giusto perché in quei giorni avevo tanto tempo e pochi libri.

A distanza di sei mesi non ricordo il nome del personaggio principale né di quelli secondari, e la trama solo a grandi linee. Eppure mi ricordo a che punto è il passaggio che mi ha colpito, in che posizione (visualmente) si trova, e gran parte delle parole usate. Eccolo, senza introduzione, senza spiegazione. A freddo, ancora sanguinante per il trapianto dalle pagine del libro a questo post:

[…]

Anna gridò indignata: “No! Ma cosa ne sapete? Voi signore non c’eravate, perciò come fate a dire una cosa del genere?”.

Moses Moses le rivolse uno sguardo imperturbabile, sotto il quale Anna avvizzì all’istante, si ripiegò quasi. Rabbrividì nel vedere come Moses aveva gettato la maschera, come non ci risparmiava nulla. I vecchi sono potenti. Vedono troppo. Forse è questo che li fa impazzire. “Lo posso immaginare” rispose lui con voce dolce. “Non per niente sosteniamo che i giovani sono crudeli. I vecchi sono crudeli ogni tanto, crudeli per la loro follia, per la loro lotta disperata per la sopravvivenza. Ma i giovani sono crudeli per natura, come alberi che crescono scalzando i fratelli. Provocano dolore perchè non capiscono, perchè amano esclusivamente se stessi. Non hanno ancora sviluppato quel disprezzo di sé che avvelena ogni nostro piacere, la saggezza che svela le nostre debolezze. E quando cominciate ad acquisire quel sapere, a quel punto riconsiderate la vostra giovinezza accorgendovi di tutto il dolore che avete causato. Però,” e a quel punto sorrise “tutto questo è risparmiato a chi muore giovane. Perciò siete entrambi fortunati.”

[…]