La Cozzi è una delle migliori piscine comunali di Milano. Il recente restauro della struttura è stato realizzato egregiamente, e la fascia molto ampia di orari di apertura al pubblico la rende un’ottima scelta per chi, come me, si diletta (senza particolari pretese) nel fare una nuotata ogni tanto.

La frequentazione più o meno continuativa della Cozzi durante il classico orario della pausa pranzo mi ha portato all’identificazione di alcuni personaggi o classi di utenti quantomeno singolari.

Il controllore degli scontrini d’ingresso: soprannominato amichevolmente “Mossad” per l’accuratezza del controllo degli accessi che svolge, si trova inspiegabilmente a diverse decine di metri dalla cassa, dietro un angolo, all’ingresso degli spogliatoi. Per la precisione, staziona in prossimità di modernissimi tornelli dotati di lettore ottico che – immagino – sarebbero facilmente in grado di ‘leggere’ lo scontrino e verificarne la validità, rendendo un controllo umano perfettamente inutile. In mesi e mesi non li ho mai visti accesi.  Mossad vive appoggiato al più esterno dei tornelli. E’ leggermente strabico e, immancabilmente, sta fissando da una distanza massima di venti centimetri lo schermo del suo cellulare. Sempre. Attenzione, non sta interagendo con il cellulare: sta solo fissando lo schermo, tenendo l’apparecchio con entrambe le mani. Mi sono sempre chiesto cosa diavolo stesse guardando, ma non ho mai avuto il coraggio di indagare in merito. Mossad non si è mai mostrato minimamente interessato al transito delle persone né mi ha mai chiesto uno scontrino, tranne una volta. L’avevo già buttato via. Ho trovato nel portafoglio quello di un paio di giorni prima, l’ho mostrato in tutta risposta mi ha fatto uno sbrigativo cenno di passare. In effetti, il fatto che quest’uomo sia il controllore degli accessi si può dedurre solo dal tesserino che esibisce nel porta badge al collo e dalla sua ubicazione fisica.

"Mossad" nella sua immutabile posa. La provenienza di questo scatto rubato è ignota.

“Mossad” nella sua immutabile posa. La provenienza di questo scatto rubato è ignota.

La badante al bagno: la vasca più laterale è destinata a principianti, a utenti lenti e a chi abbia necessità di utilizzare ausili come tavolette, salvagenti e cose di questo genere. Purtroppo spesso questo ambiente degenera in una sorta di ritrovo di comari che più che ciacolare a bordo vasca in diversi idiomi non fanno. Di tanto in tanto si degnano di fare una vasca alla velocità di una cassetta di frutta alla deriva, con lo stile delle dive del cinema italiano del dopoguerra, senza interrompere il chiacchericcio. Ora, non che abbia niente contro la socializzazione o gli utenti lenti, ma lo spazio è limitato, limitatissimo. Se vuoi solo spettegolare con l’amica, te lo pago io il caffè al bar all’angolo.

Gli improbabili casanova acquatici: trattasi di un gruppo di uno o più maschi accompagnati generalmente da una singola femmina. Nei casi estremi, un maschio ed una femmina. Lei visibilmente atletica, disinteressata a qualsiasi altra cosa non sia l’attività natatoria. Lui (o loro) che ansimano a bordo vasca, e appena “capita” l’occasione cercano l’attenzione di lei. E si fermano appesi al bordo (alla Cozzi la profondità è superiore ai 2 metri ovunque) a cazzeggiare. Per minuti e minuti… ostacolando il normale flusso degli altri utenti. Come sopra: per piacere, andate a fare a cornate e a contendervi la femmina del branco da un’altra parte.

Il trattore in autostrada: ognuno ha la sua velocità. Io, ad esempio, non sono certo una saetta. Ma il trattore, oltre a muoversi alla velocità di una medusa morta, ha una peculiarità: gode intimamente nel creare ingorghi. Non c’è altra spiegazione: quando giunge a fondo vasca, si ferma un istante. Se si rende conto di avere dietro una coda di persone che gradirebbero proseguire ad una velocità più elevata, si slancia come un tritone per mantenere la pole position e continuare ad aggravare l’ingorgo. Se non ha nessuno dietro, si ferma, rifiata, scruta, attende. Appena il malcapitato di turno si avvicina, concludendo la vasca, si getta senza indugio in corsia anticipandolo di pochissimi secondi, per essere certo di essere raggiunto entro un paio di metri.

Il siluro umano: l’esatta controparte complementare del trattore è il siluro. Superare, nelle strette corsie della Cozzi, è un’operazione non certo agevole e priva di rischi. Prima di tutto bisogna generare una spinta non indifferente per ottenere un delta velocità sufficiente al sorpasso. Poi, bisogna verificare che non arrivi nessuno dall’altra parte. Infine, bisogna calcolare bene i tempi di rientro per non intralciare tutti e menare calci e bracciate a poveri nuotatori innocenti. Eppure, questo pare essere l’aspetto che più solletica le perverse pulsioni di vanagloria del siluro. Questo fantastico esemplare attende come un rapace appeso a bordo vasca che la corsia che si appresta a percorrere sia stracolma di utenti. La situazione più succulenta agli occhi del siluro è quando in una singola corsia vi sono uno o più trattori con annesso rimorchio di utenti.  Nel momento di massimo affollamento scatta come se avessero liberato un coccodrillo dietro di lui e con vigorose bracciate e rumorosi spruzzi supera tutti, investendo e urtando chiunque sia sulla sua traiettoria.  Arrivato dall’altra parte, completamente esaurito dallo scatto, si ferma per non incorrere nella disintegrazione del miocardio. Trascorsi un paio di minuti annaspando, analizza il traffico e si prepara per la prossima fastidiosa sortita.

Il richiamo della foresta: lo spogliatoio maschile è dotato di circa 25 docce in un unico locale. Le docce sono del tipo “a pressione”, ovvero è necessario operare la pressione di un tasto per far partire il getto, che si ferma automaticamente dopo 15-20 secondi. Non posso non riflettere su come evidentemente è stato ritenuto troppo azzardato richiedere all’utente la civiltà di chiudere manualmente il rubinetto – ma questa è un’altra storia. L’aspetto caratteristico è che tutte le docce emettono uno strano suono simile ad un ululato (o al verso di una balena, a seconda delle interpretazioni) mentre sono accese, dovuto probabilmente alle vibrazioni del meccanismo stesso. Durante la doccia di fine sessione è quindi possibile e consigliato chiudere gli occhi per trovarsi catapultati con l’adeguata colonna sonora nel famoso romanzo di London.