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Ormai tanto tempo fa pubblicai un articolo relativo ad un finto documentario sulle sirene visto per caso su Sky.

E’ diventato in breve tempo l’articolo più letto in assoluto del blog (forse l’unico :)), ma soprattutto il più commentato.

Stupito e disarmato dalla dimensione della mandria di rincoglioniti che avevano creduto ad ogni parola del documentario (in barba ad ogni evidenza), pubblicai qualche tempo dopo un secondo articolo nel quale cercavo di spiegare – nuovamente – che è tutto finto.

Ma non c’è ovviamente peggior sordo di chi non vuol sentire, e i “talebani delle sirene” si sono sbizzarriti nel tempo a commentare fantasiosamente anche quello.

Ogni volta che il documentario va in onda il sito registra un picco di accessi ed un relativo picco di commenti; ormai non è più roba così nuova, eppure qualche demente che casca dal pero c’è sempre.

Oggi per puro caso incappo in questo video di YouTube – un breve estratto dalla CNN dove si riporta la notizia che un FALSO documentario (sì proprio quello) ha incassato milioni di dollari INGANNANDO gli utenti più creduloni poiché non era palesato a sufficienza il fatto che, per l’appunto, fosse tutta opera di fantasia. Toh! Che caso. Quello che dicevo io.

E adesso, cazzo, aspetto il primo commentatore che ha il coraggio di sostenere che è tutto un complotto e che la CNN, pilotata dal bildenberg, dalla troika e dagli illuminati, sta cercando di coprire una fuga di notizie dalle basi militari americane dove si divertono a incrociare le sirene con gli alieni, e che l’ATTORE che interpreta il personaggio di FANTASIA Paul Robertson, ospite in studio, è in realtà un sosia che cerca di screditare il vero ricercatore che si trova a guantanamo.

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Per la verità non so nemmeno se ci sia una partita questa sera, né mi interessa alcunché di quando o perché ci sarà.

Ma mi sento di solidarizzare con quella banda di animali composta dagli ultrà olandesi.

Oggi a Milano, bloccati nel loro autobus dal gruppetto di scappati di casa che si riuniscono sotto il nome di ‘movimento dei forconi’ (che già dice tutto), hanno fatto quello che tutti nella stessa situazione avrebbero sognato: sono scesi, gliele hanno date di santa ragione, hanno forzato il blocco e se ne sono andati.

[Fonte: il Corriere della Sera]

Devo premettere che non mi ritengo parte del popolo degli indignados da tastiera.    Non colgo qualsiasi pretesto per gridare – anzi per scrivere in maiuscolo – vergogna, non urlo allo scandalo, non declamo l’insopportabile (e quasi sempre insensata) frase “Non succederebbe in nessun altro paese del mondo”.  Riservo il mio livore e la mia amara disillusione per i casi più eclatanti, evidenti e dimostrabili.

Questo è uno di quei casi.

Partendo dalla lettura dell’ennesimo articolo del Corriere sulla situazione della pubblica amministrazione in Sicilia – una regione che ha un numero di impiegati pari alla somma delle altre regioni italiane – sono arrivato a questo grafico, che illustra in estrema sintesi (e probabilmente con qualche dovuta approssimazione) la situazione “contabile” delle regioni italiane.

Chi incassa di più, chi spende di più.  Chi incassa più di quanto spende (che è bene) e chi spende più di quanto incassa (che è male).

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Cliccando sul grafico si può accedere all’articolo originale

Come è assolutamente evidente dai dati e dal grafico, sussistono nel nostro paese situazioni che sono francamente inaccettabili.

Le regioni i cui cittadini ricevono meno di quanto danno (e dunque foraggiano le meno virtuose) sono solamente quattro: Lombardia, Veneto, Emilia e Lazio.

Basilicata, Calabria, Molise e Sicilia spendono più della Lombardia guadagnando la metà.

Ora, vorrei chiarire che non sono contrario in linea di principio ad un bilanciamento economico intra-statale al fine di appianare le differenze relative alla capacità di gettito della singola regione – in altre parole, ritengo in una certa misura ‘giusto’ che le regioni ‘ricche’ aiutino le regioni ‘povere’ per ottenere un livello di servizio adeguato ai cittadini.

Quello che non è giusto, né tollerabile, è che regioni che notoriamente offrono ai cittadini servizi di livello africano riescano a spendere di più della Lombardia.

Se la Sicilia fosse il fiore all’occhiello d’Italia, se le sue strutture ospedaliere curassero metà della popolazione dello stato, se fosse la fonte energetica pulita del paese, o il polmone turistico, o il cuore industriale, amministrativo, finanziario, se fosse qualcosa con un valore per lo stato, potrei anche capire e addirittura essere d’accordo sul fatto che le altre regioni paghino i conti siciliani.

Ma non è niente di tutto ciò. E’ solo un grosso buco nero dove milioni, miliardi di euro pubblici  (basta fare i conti) vengono bruciati ogni anno.  C’è un sacco di gente che si fa un sacco si seghe mentali su come potrebbero essere usati alternativamente i soldi per la TAV.  Eliminiamo gli sprechi (anche solo in parte, perdinci) nel sud Italia, e ne possiamo costruire dieci di TAV.

Ecco, questo è quello a cui veramente vorrei poter dire basta.  Oggi.  Costi quel che costi.

 

 

Devo ammettere che qualche anno fa – quando la sua trasmissione si chiamava ancora “annozero” – Michele Santoro riusciva a catturare la mia curiosità.  Il format aveva allora alcuni notevoli punti interessanti: da un Travaglio (quasi agli esordi mediatici) ai servizi spiccatamente da giornalismo d’inchiesta all’americana, agli ospiti interessanti e, forse, anche al contesto politico più vivace.  Insomma, riusciva a non stancarmi e di conseguenza, quando ne avevo l’occasione, lo seguivo volentieri.

Sarà cambiato il format, sarà cambiato il mondo, sarò cambiato io, ma devo dire che da qualche tempo a questa parte (soprattutto dopo la migrazione a “servizio pubblico”) trovo davvero insopportabile la faziosità ed il populismo estremo della trasmissione.  Non vi è più nemmeno un briciolo di informazione o di inchiesta.  Gli ingredienti della formula usata ripetutamente, alla noia, per costruire le puntate, sono i seguenti:

  • Le vignette di Vauro, che mi dispiace, ma NON fanno ridere. Specialmente quelle animate/doppiate sono grottesche – sta invecchiando decisamente male
  • Un paio di ospiti scadenti, sia come posizione che come argomenti (d’altronde immagino che ormai siano in pochi disposti ad andare a farsi macellare dal pubblico di claque e dagli interventi a gamba tesa di Santoro)
  • Un argomento populista a caso, che può essere la crisi, la TAV, le troie di Berlusconi, la kasta, eccetra… non importa, basta che sia roba “da bar” e che se ne possa parlare “come al bar”.
  • Qualche servizio in esterna perfettamente inutile sull’imprenditore di turno in rovina o sulle abitudini dei ricchi
  • Qualche intervento con tono da insopportabile saccente di Giulia Innocenzi, che poco avrebbe da fare la secchioncella visto che è riuscita a farsi segare all’esame da giornalista
  • Un Travaglio ormai annacquato che punta più sul cabaret e sulla vis comica delle sue affermazioni piuttosto che – come faceva in origine – sulla urticante inoppugnabilità dei fatti

Per garantirsi un opportuno appoggio popolare – e qui intendo ‘popolare’ nella peggiore delle accezioni del termine – Santoro non esita a sconfinare (sottovoce) dall’ informazione alla propaganda. E allora via col servizio sui tartufi di Peck e sulla mensa della Caritas, con la difesa dei terroristi No Tav, con le pruriginose ricostruzioni delle testimonianze dei vari processi Berlusconi.

E via anche ad ospiti quantomeno discutibili a cui viene regalata visibilità.  Uno su tutti è un tale Luca Fagiano. Il suo intervento è di fatto la ragione per cui ho deciso di scrivere questo articolo: sono rimasto così colpito dalle sue affermazioni – ma soprattutto da come hanno reagito i conduttori e le persone in studio – che mi sono chiesto se fosse veramente giusto dare spazio a questo tipo di messaggi senza condannarli apertamente.

L’inqualificabile individuo infatti, sedicente (dis)educatore (!!), sostiene apertis verbis che sia giusto e sacrosanto occupare le case, portando tra l’altro il suo esempio personale: se lui non avesse occupato abusivamente un’abitazione – racconta – ora non avrebbe tempo di fare le cose che gli piacciono, leggere un libro, dedicarsi alla cultura, stare con la famiglia [sic!].

Nessuno in studio, incredibilmente, l’ha mandato affanculo.

servizio-pubblico

Chi si fosse perso il fantastico intervento lo può trovare cliccando sull’immagine.

No, davvero, l’ho scritto anche ieri. Non voglio parlare di queste cose. Se continuo di questo passo, mi riderà dietro persino Fox Mulder. Ma non ce la posso fare, ormai spuntano come funghi. Giuro, non le cerco. Mi piovono addosso.

Ascoltando una recente puntata de “La Zanzara”, in onda su Radio 24, ho potuto sentire questo cretino (tale Rosario Marcianò) rendersi ridicolo sostenendo le sue assurde tesi.  E pur nella sua funzione di giullare, riesce comunque a risultare antipatico e spocchioso!

Ma io – come d’altronde Cruciani – mi chiedo: ma di cosa campa questa gente? Cosa fa alla mattina quando si sveglia? Chi gli dà lo stipendio a fine mese? Questo è il vero mistero…

PS – giusto per non farsi mancare niente, a quanto pare il triste personaggio è anche amministratore del sito http://www.tankerenemy.com, che a quanto ho capito ha qualcosa a che vedere (toh! che caso) con le scie chimiche. Volevo informarmi di più, ma il mio firewall aziendale quando provo a connettermi al sito mi blocca col seguente messaggio:

tankerenemy

Il mio firewall aziendale blocca il sito perchè appartentente ad “Adulti/Sessualmente esplicito”… ma cosa ci sarà mai dentro?

…sarà forse perchè… è pieno di cazzate? 🙂

Rimarrò con la curiosità…

(Oddio! Ma ci sono arrivato solamente adesso! E’ sicuramente un COMPLOTTOOO!!!1!!11!!! per oscurare le verità di Marcianò!)

Non è sicuramente la mia aspirazione improvvisarmi debunker e trattare tutte le varie teorie del complotto, dalla più articolata alla più ridicola.  Ma, soprattutto dopo aver toccato con mano quante persone sono disposte a credere (e con che fervore!) alla prima cagata che gli viene proposta, non posso rimanere impassibile di fronte ad una recente notizia data dal corriere.

Signori, una manifestazione completamente incentrata sulle scie chimiche!

Sono fra l’incredulo e il divertito, prima di arrivare, inevitabilmente, allo sconforto.

Con tutti i problemi, locali e globali, per i quali varrebbe (forse) la pena di manifestare, c’è gente che decide di utilizzare il proprio tempo nel rendersi pubblicamente ridicoli per una bufala del genere.

D’altronde, trovo anche veramente assurdo – e relativamente poco noto – che vi siano state QUATTORDICI interrogazioni parlamentari sul tema negli ultimi 10 anni.  Personalmente, sarei per l’allontanamento immediato da qualsiasi incarico pubblico (per essere magnanimo…) di ognuno dei firmatari delle interrogazioni. Per inciso, vi compaiono anche in tempi alterni quei due subumani di Di Pietro e Scilipoti.

A quando una bella manifestazione per la tutela degli unicorni?

Oggi Erich Priebke compie 100 anni; l’evento è stato anticipato da un discreto clamore mediatico, per lo più relativo alle diverse voci che si sono levate indignate a vario titolo ed in varia misura rispetto al fatto che un ‘criminale di guerra’ possa vivere bene o male in libertà, passeggiare impunemente per la città o addirittura pensare di festeggiare il notevole traguardo personale.

Priebke ha, eseguendo un ordine superiore, ucciso centinaia di vittime civili innocenti, con il solo scopo di attuare l’assurda legge bellica della ‘rappresaglia’ utilizzata dai tedeschi nei territori occupati, concepita come deterrente estremo alle azioni delle forze partigiane.

E’ del tutto analogo a quanto compiuto dagli avieri alleati durante i bombardamenti “strategici” sulle città tedesche, o dai russi nella gestione dei campi di concentramento (che hanno causato più del doppio dei morti dei lager tedeschi) sul proprio immenso ed ostile territorio, giusto per citare rapidamente un paio di esempi che balzano all’occhio.

La guerra è ripugnante, è la vergogna della civiltà e la tomba della coscienza dell’essere umano.  Nel più grande conflitto che il mondo abbia mai visto sono state compiute tali e tante atrocità da far pensare che sarà impossibile accertarle tutte.

Questo non scusa Priebke: al contrario, rende anche tutti gli altri colpevoli.

Ma continuo a ritenere che si parli di lui e non degli altri per il semplice fatto che, alla fine, ha perso la guerra.

Ho l’impressione che negli ultimi tempi la sindrome da complottismo stia attraversando un’età dell’oro, diffondendosi senza trovare ostacoli e declinandosi in nuove e fantasiose varietà.  Saranno i grillini, sarà la recente delusione che mi ha dato Discovery, sarà magari solo un’impressione fallace.  Eppure, mi sembra davvero di veder tracimare alcune claudicanti teorie ben al di fuori del pitale che ne costituirebbe l’ubicazione naturale.

Mi sono dunque chiesto cosa spinga il complottista medio a pensare sempre e comunque in modo dietrologico, a sospettare sempre un’influenza occulta, un diafano burattinaio, una combriccola di moderne Parche pronte a giocare con i destini di ignari, innocenti, operosi e abusati cittadini.

Sono giunto alla sintetica conclusione che il complottismo è la naturale evoluzione della fisiologica tendenza umana a non valutare oggettivamente la propria posizione e le proprie responsabilità, mescolato con una punta di saputelleria revanscista del furbetto.

Non può essere vero che non trovo lavoro, ci dev’essere un complotto. Non può esserci brutto tempo, ci dev’essere un complotto. Non può essere vero che non sono ricco, ci dev’essere un complotto. Non può aver vinto quell’altro, ci dev’essere un complotto. Però, ah-ah-ah, vi ho scoperto, cosa credete? Sono stato più furbo di voi! Vi ho smascherato!

L’assurda catena di fatti, dichiarazioni e beghe interne che vede protagonista l’M5S in questi giorni mi sta facendo quasi rimpiangere la ruspante ingenuità ed ignoranza dei grillini quando si ritrovarono – “tutto in una notte” – a passare dall’essere bidelli, studenti, disoccupati, commercianti e simili ad essere parlamentari della Repubblica, in una sorta di metamorfosi Kafkiana dei giorni nostri.

La Senatrice Gambaro, esimia nullità assoluta a livello politico, universalmente sconosciuta (sfido chiunque ad associarle una qualsiasi attività, idea o iniziativa) ha ben pensato di cercare la ribalta con dichiarazioni stupefacenti. Evidentemente, le è bastato davvero poco per convincersi di essere politicamente autosufficiente, di avere un’identità definita e riconoscibile, e di poter addirittura fare meglio e/o consigliare l’entità che semplicemente l’ha creata dal nulla e l’ha messa lì.  O forse, semplicemente, vuole “tenersi i soldi”, come direbbero i grillini stessi. Non saprei.

In ogni caso, di fronte a queste arroganti manifestazioni, non posso che rimpiangere le prime “apparizioni mediatiche” dei pentastellati, che quantomeno regalavano una certa ilarità – dal retrogusto amaro ovviamente, ma meglio di niente.   Fra le molte, ce n’è due che ritengo “di un certo livello”, e che mi fanno tristemente ridere ogni volta che le vedo/ascolto.  Per l’amor di dio, non saranno certo tutti così.  Ma questi, nello specifico, sono due cialtroni a cui non farei gestire nemmeno la mia cantina.

A volte, nonostante i miei saldi princìpi democratici, liberali ed egalitari, mi rendo conto di non riuscire ad evitare di trasformarmi in un fascista convinto, spietato e giustizialista. Succede, ad esempio, quando leggo le periodiche notizie relative agli scontri fra cosiddetti “Ultrà” associati alle varie squadre di calcio.

Se vai allo stadio così, non mi convincerai mai che sei un amante dello Sport. E ne meriti tante, ma tante.

Se vai allo stadio così, non mi convincerai mai che sei un amante dello Sport. E ne meriti tante, ma tante.

Oggi è il caso di Roma-Lazio (in realtà, poco importa: pare che ogni occasione analoga sia buona).  Tre accoltellati fuori dallo stadio, tafferugli, cariche delle forze dell’ordine (presenti in quantità degne delle “spallate” di Cadorna, a spese nostre), danni alle strutture pubbliche, ambulanze impegnate, pericolo per chiunque sia nella zona. Tutto ciò prima della partita, e non dopo – ad annullare immediatamente qualsiasi tipo di  attenuante: si sono proprio trovati prima apposta, mica si sono incontrati per caso dopo e hanno discusso di come l’arbitro ha condotto la partita.

Ecco, senza scendere in volgari invettive, ritengo di poter essere assolutamente d’accordo con una eventuale ed auspicabile linea di tolleranza zero per arginare finalmente il vergognoso fenomeno. Mi rendo conto che la soluzione più ovvia ed intelligente – annullare la partita penalizzando le squadre in caso di disordini all’esterno – sia in conflitto diretto con gli enormi interessi economici in gioco e quindi non applicabile. Dunque, ben vengano idranti, cariche, ma soprattutto arresti, processi per direttissima e susseguenti misure socialmente estreme come ritiro della patente, del passaporto, revoca della possibilità di andare allo stadio, eccetra. E, ça va sans dire, condanne a lavori socialmente utili. In massa. Subito, che c’è bisogno di manodopera.